Schema generale dell’impianto di trattamento

Dal punto di vista dimensionale, l’intero apparato ha un’estensione massima di 12 m in lunghezza e 4 m in larghezza. L’altezza massima dell’impianto è data dalla quota raggiunta dal vibrovaglio con il relativo sostegno, circa 4 metri. I prodotti dell’attività di tale impianto sono:

  • matrice acquosa, stoccata all’interno di cisterne e smaltita secondo quanto previsto dalla normativa vigente;
  • diverse frazioni granulometriche ottenute dalla separazione che saranno sottoposti ad analisi chimiche, fisiche ed ecotossicologiche funzionali alla definizione di potenziali utilizzi successivi.

Le emissioni sonore previste dall’intervento sono quelle prodotte dai diversi macchinari utilizzati, stimate complessivamente inferiori a 90 dB. Lo schema dell’impianto:

La tramoggia di carico per l’alimentazione del sedimento tal quale, funzionale alla regolarizzazione della portata del materiale in ingresso all’impianto.

Il nastro trasportatore, costituisce l’unità di alimentazione vera e propria dell’impianto di separazione granulometrica. Serve a garantire una portata continua e costante all’unità di vagliatura.

Il vibrovaglio con tela da 4 mm separa il materiale grossolano da quello più fine. In questa fase, il sedimento viene inoltre irrorato con getti d’acqua ad alta pressione per facilitare la separazione tessiturale e consentire la movimentazione di quest’ultimo attraverso le sezioni successive dell’impianto.

Il classificatore a spirale, impiegato come unità di classificazione, sfruttando la differente velocità di deposito delle particelle solide per differenza di densità. La torbida (acqua+sedimento) in uscita dal classificatore a spirale, viene convogliata, in condizioni di elevata turbolenza, all’interno di due celle di attrizione che determinano la disgregazione di eventuali agglomerati fangosi ancora presenti.

L’idrociclone, che opera la separazione tra sabbia fine e frazione limo-argillosa Il processo di trattamento si completa con l’unità di disidratazione, costituita da un decantatore a pacchi lamellari, necessario a rendere palabile la frazione di fine dimensione in uscita dall’impianto di trattamento.

Schema dell’impianto pilota di LivornoSchema dell' Impianto pilota (Università di Cagliari)

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