Azione A.4.2

 

Azione A.4.2: Indagine su tutti i requisiti e gli aspetti legislativi connessi alle varie opzioni di gestione

Approfondimento normativo  – Convenzioni Internazionali

  • Convenzione di Oslo del 1972
  • Convenzione di Londra (protocollo 96) del 1972
  • Convenzione di Parigi del 1974
  • Convenzione OSPAR del 1992
  • Convenzione di Barcellona (protocollo Dumping) del 1995

Tutte le Convenzioni citate confermano i seguenti principi essenziali: Il principio precauzionale: possono essere scaricate in mare solo determinate sostanze con un percorso specifico scaturito dalla caratterizzazione dei sedimenti, dall’ipotesi di impatto e dal successivo monitoraggio. Il principio di “chi inquina paga”: si attribuisce al soggetto che introduce sostanze inquinanti nell’ambiente, la responsabilità di sostenere i costi per le misure di riduzione dell’inquinamento prodotto. Il Principio di gestione integrata delle zone costiere: ogni intervento in questa fascia di territorio deve essere contestualizzato nell’ambito di una gestione “integrata”, che contempli tutti gli aspetti socio-economici, oltre che prettamente ambientali   Nella Convenzione di Londra del 1972 (in particolare nella risoluzione di approvazione del D.M.A.F. – “Dredged material assessment framework”), il materiale di risulta è considerato una “risorsa” da recuperare, piuttosto che un materiale di rifiuto. In considerazione di ciò, dunque, un’alternativa da preferire allo scarico in mare è l’utilizzo benefico dei materiali dragati con o senza specifici trattamenti, anche perché è ormai chiaro che il fondo del mare non può essere usato come una discarica in quanto non possiede una capacità illimitata di assimilazione e smaltimento.   Gestione Integrata delle Zone Costiere (G.I.Z.C.) Proposta per una Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa all’attuazione della gestione integrata delle zone costiere in Europa” (COM/00/545 dell’8 settembre 2000) Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo (COM/00/547 del 27 settembre 2000). “Gestione Integrata delle Zone Costiere: una strategia per l’Europa” Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2002, riguardante l’attuazione della gestione integrata delle zone costiere in Europa (2002/413/CE) Protocollo di Madrid sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo del 21.01.2008     Protocollo di Madrid del 21.01.2008Obiettivi:

  • agevolare lo sviluppo sostenibile delle zone costiere attraverso una pianificazione razionale delle attività, in modo da conciliare lo sviluppo economico, sociale e culturale con il rispetto dell’ambiente e dei paesaggi;
  • preservare le zone costiere a vantaggio delle generazioni presenti e future;
  • garantire l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali, e in particolare delle risorse idriche;
  • assicurare la conservazione dell’integrità degli ecosistemi, dei paesaggi e della geomorfologia del litorale;

prevenire e/o ridurre gli effetti dei rischi naturali e in particolare dei cambiamenti climatici, che possono essere provocati da attività naturali o umane;

  • conseguire la coerenza tra iniziative pubbliche e private e tra tutte le decisioni adottate da pubbliche autorità, a livello nazionale, regionale e locale, che hanno effetti sull’utilizzo delle zone costiere.

Attività economiche: … le parti convengono: …di subordinare ad autorizzazione … infrastrutture, impianti, opere e strutture, affinché i loro impatti negativi sugli ecosistemi, i paesaggi e la geomorfologia costieri siano ridotti al minimo o, se del caso, compensati da misure non finanziarie …di esercitare le attività marittime in modo da garantire la preservazione degli ecosistemi costieri in conformità delle regole, norme e procedure previste dalle pertinenti convenzioni internazionali. Strategie, piani e programmi nazionali per le zone costiere: Le parti definiscono idonei indicatori al fine di valutare l’efficacia delle strategie, dei piani e dei programmi di gestione integrata delle zone costiere nonché lo stato di attuazione del protocollo. Erosione costiera: In conformità degli obiettivi e dei principi enunciati agli articoli 5 e 6 del presente protocollo, le parti, al fine di prevenire e mitigare più efficacemente l’impatto negativo dell’erosione costiera, si impegnano ad adottare le misure necessarie per preservare o ripristinare la capacità naturale della costa di adattarsi ai cambiamenti, includendo quelli provocati dall’innalzamento del livello del mare Le parti si impegnano a prevenire gli impatti dell’erosione costiera attraverso la gestione integrata delle attività e segnatamente l’adozione di misure specifiche per i sedimenti costieri e le opere costiere