A 4.2 Approfondimento normativo – Normativa Nazionale

 

Approfondimento normativo – Normativa Nazionale

NORMATIVA NAZIONALE

  • Legge 84 del 28.01.1994, Legge Finanziaria 2007, D.M. Ambiente 07.11.2008: riordino della legislazione in materia portuale
  • D.M. Ambiente 24.01.96: scarico nelle acque del mare o in ambienti ad esso contigui di materiali provenienti da escavo di fondali di ambienti marini o salmastri o di terreni litoranei emersi, nonché da ogni altra movimentazione di sedimenti in ambiente marino
  • D.M. Ambiente 05.02.98, D.M. Ambiente 186/06: recupero rifiuti non pericolosi
  • Legge 179/02: disposizioni in materia ambientale
  • D.Lgs. 152/06, D.Lgs. 4/08, D.M. Ambiente 56/09, D.Lgs. 128/2010, D.M. 260/2010: norme in materie ambientali

 

LINEE GUIDA

Manuale per la movimentazione dei sedimenti marini, ICRAM-APAT, 2006

PROGETTI (G.I.Z.C.)

Progetto CAMP (Coastal Area Management Program) nell’ambito del Piano d’azione per il Mediterraneo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente

Legge 84 del 28.01.1994

Art. 8, comma 3, lettera m

Il Presidente dell’Autorità Portuale … assicura la navigabilità nell’ambito portuale e provvede … al mantenimento ed approfondimento dei fondali … sulla base di progetti sottoposti al visto del competente Ufficio speciale del Genio Civile per le opere marittime, nel rispetto della normativa sulla tutela ambientale, anche adottando, nei casi indifferibili di necessità ed urgenza, provvedimenti di carattere coattivo …

 

Legge 296 del 27 dicembre 2006 (Legge Finanziaria 2007)

Art. 1, comma 996

….. I materiali derivanti dalle attività di dragaggio, che presentano caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche, analoghe al fondo naturale con riferimento al sito di prelievo e idonee con riferimento al sito di destinazione, nonché non esibiscono positività a test ecotossicologici, possono essere immessi o refluiti in mare, ovvero impiegati per formare terreni costieri, su autorizzazione del MATTM …. restano salve le eventuali competenze delle regioni territorialmente interessate. I materiali di dragaggio aventi le caratteristiche di cui sopra possono essere utilizzati anche per il ripascimento degli arenili,  …..

….. I materiali derivanti dalle attività di dragaggio e di bonifica, se non pericolosi all’origine  o a seguito di trattamenti finalizzati esclusivamente alla rimozione degli inquinanti, ad esclusione quindi dei processi finalizzati all’immobilizzazione degli inquinanti stessi, come quelli di solidificazione/stabilizzazione, possono essere refluiti ….. all’interno di casse di colmata, di vasche di raccolta, o comunque di strutture di contenimento poste in ambito costiero ……

 

D.M. Ambiente 7 novembre 2008 – Disciplina delle operazioni di dragaggio nei Siti di bonifica di Interesse Nazionale, ai sensi dell’articolo 1, comma 996, della legge 27 dicembre 2006, n. 296

Art. 1 Progetto di dragaggio

1. Il presente decreto disciplina le operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale ai sensi dell’articolo 1, comma 996, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che aggiunge all’articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, dopo il comma 11, i commi dall’11-bis all’11-sexies.

2. Nei siti di cui al comma 1 l’idoneità del materiale dragato ad essere gestito secondo quanto previsto dall’articolo 5, comma 11-ter e 11-quater, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, deve essere verificata sulla base di apposite analisi da effettuare nel sito prima del dragaggio conformemente alle metodologie e ai criteri stabiliti nell’allegato “A” del presente decreto.

3. Al fine di non pregiudicare la bonifica del sito di interesse nazionale il progetto di dragaggio, per quanto concerne gli aspetti ambientali, deve contenere: i risultati della caratterizzazione delle analisi del materiale da dragare, condotta ai sensi dell’allegato “A” del presente decreto, le tecniche idonee per la rimozione e il trasporto del materiale nonché le modalità per l’immersione in mare, per formare terrapieni costieri o per il ripascimento degli arenili, ovvero per il conferimento presso strutture di contenimento.

D.M. Ambiente 7 novembre 2008 – Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale, ai sensi dell’articolo 1, comma 996, della legge 27 dicembre 2006, n. 296

Art. 2 Analisi chimiche e valori di riferimento 

 1. Le analisi, effettuate ai sensi dell’allegato “A”, stabiliscono in occasione della caratterizzazione ad ogni effetto l’idoneità dei materiali dragati ad essere successivamente impiegati o gestiti ai sensi delle disposizioni di cui all’articolo 5, commi 11-ter e seguenti della legge n. 84 del 1994.

2. Sulla base dei risultati delle analisi di cui al comma 1, il decreto di autorizzazione di cui all’articolo 5, comma 11-bis della legge n. 84 del 1994 determina altresì gli utilizzi dei materiali dragati ai sensi dell’articolo 5, commi 11-ter e 11-quater. Non possono essere gestiti ai sensi dell’articolo 5, commi 11-ter e 11-quater, i materiali pericolosi derivanti dalle attività di dragaggio, e cioè presentanti valori superiori a quelli indicati in allegato D ……..

 Allegato A

Criteri e metodologie per la caratterizzazione dei sedimenti portuali da sottoporre ad attività di escavo

D.M. 24.01.96

2. Scarichi non autorizzabili

…rifiuti tossico-nocivi…tali da poter compromettere l’equilibrio produttivo delle risorse biologiche interessanti la pesca o l’acquacoltura o la fruizione delle spiagge e la balneazione o modificare in senso negativo  le qualità organolettiche ed igienico-snitarie delle produzioni ittiche o alterare significativamente l’equilibrio ecosistemico esistente…

3. Scarichi autorizzabili

Fatti salvi i divieti di cui al precedente punto 2…può essere consentito…lo scarico a mare di materiali di dragaggio, quando se ne dimostra l’impossibilità di deposizione o utilizzo a terra con minori rischi ambientali

9. Scarico in aree protette e sensibili

La zona di scarico non può ricadere nelle aree protette o sensibili: aree archeologiche, di tutela biologica, di ripopolamento, parchi e riserve naturali nazionali e regionali, la fascia delle 3 miglia marine dalla linea di costa, praterie di fanerogame marine…

 

Allegato 1 del D.M. 05.02.98 e ss.mm.ii. (D.M. 186/06)  – Suballegato 1:  Norme tecniche generali per il recupero di materia dai rifiuti non pericolosi

12.2 Tipologia: fanghi di dragaggio [170506]

12.2.1 Provenienza: attività di dragaggio di fondali di laghi, dei canali navigabili o irrigui e corsi d’acqua (acque interne), pulizia di bacini idrici

12.2.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale composto da limi, argille, sabbie e ghiaie con contenuto in acqua

12.2.3 Attività di recupero:

a) formazione di rilevati e sottofondi stradali previo essiccamento ed eventuale igienizzazione (il recupero è subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)

b) esecuzione di terrapieni e arginature, ad esclusione delle opere a contatto diretto o indiretto con l’ambiente marino, previo essiccamento ed eventuale igienizzazione (il recupero è subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)

c) utilizzo per riprofilare porzioni della morfometria della zona d’alveo interessata, previo essiccamento ed eventuale igienizzazione (il recupero è subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)

(Pagine  provvisorie per i collegamenti, il contenuto di queste pagine sarà visibile solo dalla pagina principale  cliccando sugli appositi link)

 

Allegato 1   del G.U. n.80 del 28/04/2010 – CODICI CATALOGO EUROPEO RIFIUTI

Per smaltimento in discarica, una volta caratterizzati:

17 05 00 terra (compreso il terreno proveniente da siti contaminati), rocce e fanghi di dragaggio;

17 05 05 * fanghi di dragaggio, contenente sostanze pericolose;

17 05 06 fanghi di dragaggio, diversa da quella di cui alla voce 17 05 05

Legge 179/2002 -Disposizioni in materia di ambiente

Art. 21  – Autorizzazione per gli interventi di tutela della fascia costiera

1. Per gli interventi di ripascimento della fascia costiera, nonché di immersione di materiali di escavo di fondali marini, o salmastri o di terreni litoranei emersi all’interno di casse di colmata, di vasche di raccolta o comunque di strutture di contenimento poste in ambito costiero, l’autorità competente per l’istruttoria e il rilascio dell’autorizzazione di cui all’art. 109 del D.Lgs. 152/06 è la regione. In caso di impiego di materiali provenienti da fondali marini, la regione, all’avvio dell’istruttoria per il rilascio della predetta autorizzazione, acquisisce il parere della commissione consultiva della pesca istituita presso la capitaneria di porto interessata e ne informa il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.

 

D.Lgs. 152/2006 -Norme in  materia Ambientale

Art. 109 – Immersione in mare di materiale derivante da attività di escavo e attività di posa in mare di cavi e condotte

…e’ consentita l’immersione deliberata in mare … o in ambiti ad esso contigui, quali spiagge, lagune e stagni salmastri e terrapieni costieri, dei … materiali di escavo di fondali marini …

L’autorizzazione all’immersione in mare … e’ rilasciata dall’autorità competente solo quando e’ dimostrata, nell’ambito della relativa istruttoria, l’impossibilità tecnica o economica del loro utilizzo ai fini di ripascimento o di recupero oppure del loro smaltimento alternativo…

D.Lgs. 152/2006 (D.Lgs. 04/2008) Norme in  materia Ambientale

PARTE IV TITOLO V -Bonifica di siti contaminati

  • Artt. 239-253
  • ALLEGATO 2 – Criteri generali per la caratterizzazione dei siti contaminati
  • ALLEGATO 5 – Concentrazione soglia di contaminazione nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee in relazione alla specifica destinazione d’uso dei siti

 

D.Lgs. 04/2008, D.Lgs. 128/2010 – Procedure per la valutazione ambientale strategica, per la valutazione di impatto ambientale e per l’autorizzazione integrata ambientale – II° e III° correttivo al D.Lgs. 152/06 e s.m.i. recanti modifiche alla prima e alla seconda parte del decreto

Progetti di competenza statale

11) Porti marittimi commerciali, nonché vie navigabili e porti per la navigazione interna accessibili a navi di stazza superiore a 1350 tonnellate. Terminali marittimi, da intendersi quali moli, pontili, boe galleggianti, isole a mare per il carico e lo scarico dei prodotti collegati con la terraferma e l’esterno dei porti (esclusi gli attracchi per navi traghetto), che possono accogliere navi di stazza superiore a 1350 tonnellate, comprese le attrezzature e le opere funzionalmente connesse

Progetti di competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano

a)     Recupero di suoli dal mare per una superficie che superi i 200 ettari

Progetti sottoposti alla Verifica di assoggettabilità di competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano

7, n) Opere costiere destinate a combattere l’erosione e lavori marittimi volti a modificare la costa, mediante la costruzione di dighe, moli ed altri lavori di difesa del mare

8, h) Recupero di suoli dal mare per una superficie che superi i 10 ettari

 

D.M. Ambiente 56/2009 – Allegato 1 -Monitoraggio e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di qualità ambientale

A.2.6.1 Standard di qualità dei sedimenti nei corpi idrici marino-costieri e di transizione (Cd, Hg, Ni, Pb, TBT, singoli IPA, pesticidi organoclorurati, HCB)

A.2.7.1Standard di qualità ambientale per altre sostanze, non appartenenti all’elenco di priorità, nei sedimenti per i corpi idrici marino-costieri e di transizione (As, Cr totale, Cr VI, IPA totali, PCB, PCDD e PCDF)

 

D.M.Ambiente 260/2010 (G.U. n. n. 30 del 07/02/2011 – Suppl. Ordinario n.31)

Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell’articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo.

Obiettivi del monitoraggio

L’obiettivo del monitoraggio è quello di stabilire un quadro generale coerente ed esauriente dello stato ecologico e chimico delle acque all’interno di ciascun bacino idrografico ivi comprese le acque marino-costiere assegnate al distretto idrografico in cui ricade il medesimo bacino idrografico e permettere la classificazione di tutti i corpi idrici superficiali … in cinque classi: elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo.

 

D.M.Ambiente 260/2010 – Criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali

ALLEGATO 1

 

Stato ecologico Il testo … fornisce una definizione generale della qualità ecologica … e … i valori degli elementi di qualità dello stato ecologico per ciascuna categoria di acque superficiali: fiumi, laghi, acque di transizione e acque marino-costiere.

Stato chimico Al fine di raggiungere o mantenere il buono stato chimico, le Regioni applicano … gli standard di qualità ambientali così come riportati per le diverse matrici nelle tabelle … del presente Allegato.

Tali standard rappresentano … le concentrazioni che identificano il buono stato chimico.

A.2.6.1/A.2.7.1 Standard di qualità dei sedimenti nei corpi idrici marino-costieri e di transizione.

Sulla base dei risultati di tale monitoraggio, le Regioni … adottano le misure necessarie per la tutela del corpo idrico. I risultati del monitoraggio effettuato … e le misure di tutela adottate, sono riportate nei Piani di tutela e nei Piani di gestione.